Oggi le nuvole vengono spinte da est verso ovest, alcune sono bianche altre cariche di pioggia,
altre ancora si colorano di rosa come un tramonto che mi sta facendo mettere alle spalle un altro
meraviglioso giorno.
Il temporale della vita non é passato ancora, ma grazie al vostro amore riesco a cercare quella luce che é stata e che sará la guida della mia vita. Forse se non ci scottiamo non sapremmo mai il vero potere di una fiamma, e se non ci lasciamo travolgere da un onda non capiremmo mai la forza del mare.
Speranza, riesco a leggerla tra le lacrime che mi fanno capolino e tra i sorrisi dei bamibini che passano nel quadro di un parabrezza. Credo che anche l´erba di questa terra mi sta mandando dei messaggi, oggi mi tagli e domani cresceró piú forte che mai, mi taglierai dinuovo, ma la mia determinazione sará per sempre.
Tra una riga ed un altra, vedo passare un uomo con un cappello da cowboy con una catana ed una donna con una maglietta gialla e tanta legna sulla testa. Cosí il mio sprofondare in pensieri profondi si affacciano alla realtá di una terra che dimentica e supera i problemi con tanta semplicitá.
Lezione numero uno che ho avuto dall´Africa, perché crearsi dei problemi prima che i problemi arrivino? Banale, ma allo stesso tempo tanto profondo.
Il cielo ora é diventato rosa sulla mia sinistra, con tonalitá porpora e violette, in fondo invece vedo lampeggiare.
A destra invece un intenso blu caratterizza le nuvole piú basse e sulla mia testa un cielo limpido.
Guardarsi dentro , e cercare nei meandri nascosti del proprio cuore quello che si é veramente, la vera essenza di una persona, e tirare fuori le paure e i timori e cercare di ripulire e capire i propri limiti e le proprie incertezze e incoerenze. E come quando si fa il bucato dividere quello che é bianco da quello che é colorato.
E cosí un altra alba mi sta facendo compagnia, questa volta nascondendomi il sole da una fitta nebbia carica di malinconia, ma come ad ogni salita inevitabilmente corrisponderá una discesa, cosí in questi momenti ci si passa dalla tristezza al coraggio, con la consapevolezza che alla fine la meta é sempre la Vita stessa.
Se mettere una toppa al dolore possa essere per sempre, credo che involontariamente stiamo dicendo che quella toppa diventa parte del tutto e completa se stessi diventanto non un rammendo ma bensí parte del grande vestito della vita.
E cosi ancora in questi tre giorni appena trascorsi ho potuto ancora capire e ascoltare questo mondo strano ma tanto affascinante. Il primo giorno per fare una strada che normalmente facevamo in 1 ora, é stato un calvario di 5 ore e mezzo, fatto di tronchi da rimuovere e impantanamenti.
Ma le chicche sono state gli ultimi due, ieri siamo partiti di buon ora come al solito per poter far visita ad un nostro cantiere, anche qui solitamente sono 2 le ore per arrivarci. Ieri dopo 5 ore avevo passato il tratto piu facile e ci accingevamo a fare gli ultimi 12 km. Non li abbiamo mai fatti, in una valle siamo stati presi dalla pioggi, il camion scivolava e non riusciva a fare nemmeno un metro, dopo 2 ore di tentativi, eravamo a soli 4 km dalla meta, decido di rientrare, e vediamo che nemmeno dall altra parte riusciamo a risalire. Erano le 16 e in due ore avrebbe fatto buio, cosí decido di lasciare e proseguire a piedi nella foresta.
In quelle due ore mi sono passati tanti momenti, e cosí raggiungiamo il villaggio dove stiamo mettendo acqua, mi aspettavo di dover dormire per terra e non mangiere nulla. Ma invece subito preparano un materasso e il mestre mi da un cuscino e un lenzuolo nuovo.
Siamo riusciti anche a mangiare un maccherone con la carne e l´acqua rigorosamente quella dell´impianto che sta per finire.
La mattina ci siamo svegliati, ancora con i vestiti bagniati, abbiamo rifatto i 4km nella speranza che le cose sarebbero andate meglio, siamo arrivati a destinazione e il camion non partiva del tutto. Con la poca energia che rimaneva abbiamo comunicato la situazione, ma sfortunatamente la posizione e le condizioni metereologiche non ci facevano capire se ci capivano.
Dopo 20 minuti ho deciso di partire a piedi per rientrare nel villaggio successivo, piú facile da raggiungere con le macchine e possibilmente con qualcuno che potesse darci un aiuto. E cosi siamo partiti per 8 km nel mato e stavolta oltre ad essere un pó demoralizzati eravamo senza acqua e senza niente nello stomaco. Siamo partiti in due e poi pian piano gli altri, piú veloci di me, ci raggiungevano.
Abbiamo incontrato persone bellissime. Ho chiesto dell´acqua ad un uomo che mi ha dato una bottiglina con dell´acqua gialla, per la prima volta la sete ha prevalso su un qualsiasi tipo di ragione o logica. E poi ad un certo punto abbiamo preso una scorciatoia, e lí si saliva e scendeva tra le ragnatele che mi coprivano la faccia e la terra viscida e scivolosa…… ma alla fine abbiamo raggiunto la nostra meta.
Nessuno aveva un batteria e nemmeno c´era una macchina per rientrare, ho cercato di riposare e cercare un pó di ragionare. Ora la strada era a 30km, ma non ce l´avrei fatta. Cosí alla fine ho deciso di rimanere in quel villaggio. E cosí quasi inaspettatamente arriva la nostra macchina e riusciamo anche ad arrivare al camion e farlo ripartire. Quando siamo risaliti da quella viscida discesa, mi sembrava non solo un successo ma una vittoria della speranza che se anche poca, aveva vinto.
Ora sono nel mio letto sempre nel mato, e domani rientro a Luanda.
un abbraccio


