IL SIGNORE MI CONCEDA LA SERENITÁ DI ACCETTARE LE COSE
CHE NON POSSO CAMBIARE,
IL CORAGGIO DI CAMBIARE LE COSE CHE POSSO,
LA SAGGEZZA PER CAPIRE LA DIFFERENZA.

turbini e tempeste, nuvole e forti venti, eppure essere semplicemente seduti….
….. i quattro piedi di una sedia e i piedi che si infilano un po sotto la scrivania e
un pochino sotto la sedia….. e ascoltare una musica che deve fermare ogni tormento.
Questi sono i pochi attimi di sofferenza che mi accompagnano in una giornata, fatta
giá di tanti sorrisi e della consapevolezza che un tempo che sembra non passare mai
sará la piú efficace delle cure.

Prima domenica di avvento, inizio di un nuovo anno e attesa di un amico che a tutti i costi
se ne frega di tutti, tanto di amarli imprescindibilmente, e nasce in una notte di stelle e
guida i passi e i miei pensieri. Sereno, una carezza, si un abbraccio, amore per sempre.

Oggi ho dovuto tagliare una parte di laccio di una scarpa, e le piccole cose ti fanno pensare,
se poi perdere é sempre male, se poi l´amputare non possa dare una nuova possibilitá e un nuovo
cuore a chi non ha occhi e coraggio per vedere ció che inevitabilmente é destinato a perire.

Passi di una memoria sempre piú viva, e cuore di un uomo sempre piú sul chi va la, e ora che
succede, si apre un porta, si chiude una strada, si cambia percorso. Massí cosa importa, nuove
esperienze, nuovi occhi, nuovi cuori e nuove emozioni.

Che bel lavoro di merda, ops non in senso figurativo, é proprio cacchina quella che entra in una
latrina…….. e cosí si diventa un re degli escrementi. “Cacca” ” Si, da questo lato, prego,vede che
lo scarico non funziona, metta il coperchio cosí la puzza non passa”.

Speriamo bene, e poi ritrovarsi come adolescenti nell´immenso e oscuro oceano a tuffarsi e far sparire la testa nel mondo del silenzio dove serenamente il silenzio viéne intervallato dalle onde che si infrangono…….. mare mare, goccie di un immenso.

e poi il risveglio,in una stanza che sa tanto di prigione….. aprire la porta e ripartire, metteró in moto cuore e polmoni, accendere il cervello intontito dal sonno….. e via partire.

In un fine settimana il passaggio da una possibile trapasso ad una nuova esperienza é una sottilissima linea di speranza che lega chi non é piú a chi é ancora legato alla gravitá.

Viaggiare a 80 o 90 e perdere completamente una ruota per la distruzione di un asse, e nemmeno quel poco di paura, ma una miracolosa ruota che contro tutte le logiche si infila sotto la nostra macchina e la frena pian piano evitando anche un possibile cappottamento, quasi una mano delicata che ci ha portato illesi al bordo di una strada.

E poi una giornata africana ai bordi di una strada fuori cittá fino ad una notte tempestata di stelle.
E persone che passavano e sifermavano, persone che guardavano e persone che semplicemente andavano per la loro strada.

Fine della giornata, casa dolce casa, letto e sogni!


2004
12
04
ao