Pallottole vaganti i miei pensieri nella terra arida,
nella terra dove un fiore sboccia senz’amore,
che muore senz’amore che vive senza una carezza.
I miei pensieri travolgono la mente in un uragano di domande,
in un instante infinito, in un attimo che non trova pace,
e cosi quasi chinato su me stesso, piango.
Perché, risposte prego, questo profumo mi entra nella mente,
mi trafigge e così l’incenso diventa una risposta.
Si, un niente diventa speranza, ma piango , perché piango,
e le mie ginocchia stanche si piegano, alzati, alzati…..
si piegano, e un lottare con il mio niente e il mio poco.
E cosi parlo solo, o parlo con la parte di me che ama
e la incoerente razionalità ti mette ad un angolo,
ti fa sentire il vuoto del freddo vento.
Voi diventante quell’io che non sarò mai,
quella mia vita che non vedrò mai.
Si amici miei io ho bisogno dei vostri occhi ,
delle vostre vite per rendere la mia unica.
Voi siete la parte del mio cuore che continua a battere incessantemente,
quella parte di cuore fatte di certezze.
Voi siete la mia fortezza, il mio castello dove trovo rifugio, voi siete la mia casa.
Oggi piango, perché i miei occhi sono stanchi dell’odio.
Stanchi del suo suono profondo e cupo ,
che ti entra dentro e si insinua , ti punge, ti ferisce …. Ti uccide.
Amici miei , in questo silenzioso grido vi chiedo di iniziare quest’anno nel segno dell’amore,
il vostro amico ultimo tra gli ultimi vi chiede di amare l’essere umano che e’ al vostro fianco……
….. vi lascio ora , ma vi sono vicino.
ultimo


2011
01
07
af