Cammino nell ospedale , vedo una macchina arrivare , due bambini , due fratellini, insanguinati.
cosi sanguino un po anche io ,gli passo affianco, cerco di sembrare indifferente mentre gli infermieri li portano dentro,
ma all’interno la tristezza mi lacera.

Le mie gambe diventano pesanti,
quasi vogliono inginocchiarsi, forse a pregare il Dio che possa rimettere tutto a posto.
Mi allontano e cosi sono le loro grida che mi colpiscono,
feriscono, fanno sentire quanto sono piccolo,
impotente.
Cerco di concentrarmi e raggiungo un altro reparto per seguire I lavori
e poi vado nella zona della sala operatoria,
e mentre passo, ecco ancora quel pianto , lo vedo fasciato , su una barella, solo.
Mio caro Dio , lenisci il dolore,
prego.
Continuo e cosi per la terza volta rivedo i due angeli,
piango. Mi siedo li nella loro stanza,
la tristezza non si placa, oggi ho perso un po di me.
Cari amici, qui a volte assisto a piccole vittorie nella grande catastrofe.
Scoraggiato? minimamente, ma triste si, sofferente per quell’innocenza colpita.
Si cerca ogni giorno di alleviare il dolore, di rendere bianca la notte che sta
coprendo questo paese da anni.
Non so come trasmettervi tutta una mia lacrima, quelle gocce che cercano di
gettare via nella terra questo male.
Amate, amate , questa terra e satura di odio,
amate amate, e il cielo tornerà azzurro, limpido, nostro.


2010
06
17
af