Da dove iniziare, quando è notte si puó essere anche tristi, ma sta chi guarda le stelle, chi trova nel silenzio quel momento con Dio e poi lasciarsi cullare dal sonno…. e cosí oggi io a cercare luce in questi giorni oscurati dalla guerra e dalla morte nella mia famiglia, nel giro di un mese due sorelle di mia madre sono tornare a Casa.
In questa casa vuota il vento spostato da un ventilatore scuote il silenzio, o voglia di ascoltare il niente, o voglia di trovare la mia pace dentro. Cosí vi racconto di questi giorni dove la luce l’ho portata dentro, dove non puoi ascoltare la musica quando sei in macchina, il finestrino leggermente abbassato, il giubbotto antiproiettile dietro la schiena e il casco sotto i piedi, le orecchie che sperano di non sentire quel rumore cupo, quel sussulto che ti prende da una porta sbattuta dal vento, quel tonfo della morte che cade e esplode tutto il suo odio. Sono passato per quella strada che qualcuno evita, perché lí la gente muore, una granata o una mina, un attentato nella ricerca della sconfitta, si, dopo e durante, nella guerra siamo tutti perdenti, nessuna medaglia nessun onore paga una vita umana che va via a causa dell’odio. Prego Dio per le mie zie che sono tornate a casa, che nella loro sofferenza hanno salvato me. Prego Dio che possa cullare i miei cugini e alleviare le loro sofferenze. Prego per questo mondo che si lamenta, che piange e chi soffre non riesce ad alzarsi e far sentire la propria voce. Arrivo in quest’isola dell’est del paese, un pó la mia mente torna alla mia cittá, in giro tanti asinelli e immagino la bandiera della mia squadra. Ma poi si vede in lontananza il fumo di un altro missile che ha colpito terra, l’ennesima iniezione di cattiveria e forse qualche altro bambino non potrá pií dire padre o qualche altra donna che piange i propri figli. Che crudele la guerra, i corpi di bambini in una pila , mamma mia occhi di uomo che non puó piangere , occhio di un uomo che vede la vita sorridere e luccicare e poi la morte che coltello entra nelle costole e trafigge i ventricoli, sanguina la mia tristezza. Cammino , giro per una scuola, e si sente il frastuono, ho paura , guardo i bambini che sono assuefatti da quel rumore, gridano e ridono, e il boooom arriva forte. Se fossi su una nuvola e guardare questo pazzo mondo, un manicomio senza mura ed io pazzo piú di tutti. Cara Mamma,sorella e fratello, io sono il niente con una mano alzata, una sola domanda, sto amando? Ascolto i volti pensieri e cosí la sera mi fate compagnia, qualcuno legge a chi ha ancora innocenza di questo mondo triste, grazie amici perché quando la mia fede viene sballottata via da tutto questo senza senso, voi siete mie ancora e mie pilastri. Adesso passo ma non chiudo! Un abbraccio, vostro ultimo!

