Cari amici,
questa volta vi scrivo un pò in ritardo e vi preannuncio che la prossima lettera ve la scriverò tra due settimane, ovvero quando rientrerò dalla città in cui lavoro.
In questi giorni non sono al massimo della forma, forse sono anche le condizioni climatiche che agiscono sul morale, ma allo stesso tempo ogni giorno trascorso in questo paese è equiparabile ad almeno 3 o 4 trascorsi nella mia amata Italia e se poi aggiungiamo che qui lavoriamo praticamente 7 giorni su 7, la fatica comincia a farsi sentire. Ma come al solito non mi lamento, ma bensì chiedo sempre a Dio la forza necessaria per poter continuare questo viaggio fantastico che è la mia vita.
I risultati cominciano a farsi vedere , le persone bevono l’acqua dei pozzi, che pian piano vengono completati, al momento 5 ed altri 8 sono sulla strada. Quando finimmo il primo pozzo, e l’acqua cominciò a sgorgare fuori dalla pompa, il cuore mi si è strinto. Ho visto questa marea di bambini felici di vedere dell’acqua degna di questo nome e i loro genitori ringraziarmi perché avevo dato loro speranza. Avrei voluto tanto inginocchiarmi, e chiedere scusa a questi miei fratelli che vivono nella povertà e nella semplicità, chiedere perdono per questo mondo ingiusto che li vede sempre di più ogni giorno combattere tra la vita e la morte. Nel cuore porto sempre le parole di Dio “Beati voi poveri perché vostro è il Regno di Dio” e cerco di imparare da loro il senso più profondo di questo mistero di fede, la ricerca della ricchezza interiore nella semplicità. S.Francesco era un servo di Dio e nell’Umiltà ha costruito la sua missione in terra, oggi vorrei tanto imparare ad essere un piccolo granello di sabbia per vedere il mondo dal basso, per essere felice del mio niente. Prego Dio perché mi dia luce e protegga i miei giorni.
Adesso vi lascio nella preghiera che questo nuovo anno vi porti tutto l’amore che meritate e che la Pace ritorni in ognuno di noi.
Con affetto , Giuseppe


