Cari amici,
questa direi è una lettera edizione speciale. Come tutti gli esseri umani di questo mondo anche a me capitano momenti di sconforto e di malinconia.
Lo scorso sabato dopo una riunione con la locale Croce Rossa camminavo per strada e guardavo in giro quello che accadeva, e un tremendo senso di impotenza e di non fare abbastanza mi è entrato sin dentro il profondo del cuore.. mi sono sentito scaraventato contro uno scoglio da un mare pieno di onde e trascinato nel più profondo degli abissi ho cercato di nuovo lo scopo di tutto, il mio obiettivo.
Ho cercato di liberarmi da queste catene, che mi portavano sempre più in fondo, poi ho mollato ed ho capito che a volta si lotta invano contro certe sensazioni,mi sono lasciato portare fino in fondo, camminavo nella pioggia e le lacrime riuscivano a nascondersi bene.
Sono andato al Centro dove c’erano i miei amici e anche un “DRAMA FESTIVAL”, giusto il tempo di prendere il LAND-CRUISE per tornare alla fattoria. Poi d’ un tratto, quasi come una luce nella penombra, tutti quei bambini dietro la jeep,hanno iniziato a cantare e a ridere.. e la loro voce mi è arrivata dentro. Adesso stavo risalendo. Li abbiamo accompagnati fino all’interno del loro compund, circa 30Km dalla città. Ho visto l’Africa che sempre ho portato nel mio cuore, piccoli agglomerati di case, gente che alzava la mano per salutarci, e tutti a cantare.. mi guardavo intorno e pian piano riuscivo a comprendere e a scoprire dove ero stato sbattuto.
Da uno dei libri mi sono ricordato una frase che dice ” : La felicità non va inseguita, ma è un fiore da cogliere ogni giorno, perché essa è sempre intorno a te.Basta accorgersene.” Siamo arrivati ad una scuola immersa nel verde e una marea di bambini hanno circondato la nostra jeep. I colori del cielo erano intensissimi, il sole tramontava, e mi sentivo parte di un quadro meraviglioso. Se avessimo una macchina del tempo, l’avrei fermata e sarei stato lì a deliziarmi di quell’intenso sapore di vita che si respirava. Al ritorno non si parlava, tutti noi avevamo una luce speciale negli occhi,eravamo vivi, il mio Dio mi aveva dato un’altra lezione. Non c’è niente di male nello stare un po’ giù, ma non perdere mai la infinita speranza. Tutto cambierà e ci sarà un giorno che quei sorrisi saranno stampati sui volti dell’umanità, un giorno che tutti ameranno e saranno felici. La luna era al centro di questa immenso cielo, tornato a casa mi sono steso sul mio letto, privo di zanzare.. e avrò preso sonno in un non nulla. Il mattino seguente, siamo andati al Centro dove c’era la nostra OpenHouse, alle 10 africane non c’era nessuno,ma le 10 per le persone che vivono qui, sono anche le 12, così abbiamo atteso e stavo iniziando a spazientirmi, c’erano meno di 15 persone, poi ad un tratto, un trambusto in lontananza, e una cinquantina di bambini è entrata nel centro. Da premettere che le nostre Open House sono per i dipendenti e rispettive famiglie, e qualche vicino. Io ed Emil ci siamo guardati in faccia, ma non ci siamo persi di coraggio. Abbiamo invitato i bambini, e abbiamo aperto la nostra seconda OpenHouse,i giochi che avevo preparato non erano tutti adatti a un così gran numero di persone.. così ho improvvisato. Quel poco di animazione che ho fatto mi è servita tantissimo, tutti in cerchio e la canzone della felicità, e poi i giochi venivano uno dietro l’altro.
Le ore sono trascorse in un momento, ma il ricordo di quella giornata lo porterò per sempre. Ero seduto e una bambina mi è venuta incontro, avrà avuto meno di 3 anni, stavamo ascoltando alcuni dei bambini che cantavano. Istintivamente l’ho presa in braccio, ha iniziato a guardare le mie mani, quelle mani piccolissime nelle mie, un Deja-vu,mi sembrava aver sognato quel momento o averlo già vissuto. Ora vi lascio, sono ogni giorno più vivo e forte di tutti voi che mi supportate e mi dimostrate il vostro affetto ed amore.
Perdonatemi per questa lettera speciale, ma volevo condividere questo momento.


